Serge Voronoff, L’amore e il pensiero negli animali e nell’uomo, a cura di Ico Ferrero, Edizioni MILLE

 18,00

ISBN 9791281481084

20 disponibili

Descrizione

Ico Ferrero – veterinario, scrittore e traduttore di Voronoff, L’amour et la pensée chez les bêtes et chez les gens

con i contributi di

– Marco Rodolfo Galloni – già docente di Anatomia degli animali domestici, Università degli studi di Torino

– Enzo Barnabà – autore de “Il sogno dell’eterna giovinezza. Vita e misteri di Serge Voronoff”

 

Animalista ante litteram: Serge Voronoff

Dove intelligenza e sentimenti degli animali si toccano con quelli dell’uomo

Fondamenti della sensibilità animalista 100 anni fa

Per chi abbia già una qualche conoscenza della vita e delle opere di Serge Voronoff, questo libro apre una prospettiva in parte inaspettata. È ciò  che ne giustifica ampiamente la traduzione e la pubblicazione oggi, a ottantasette anni dalla prima apparizione. Probabilmente – come ha notato il traduttore nella postfazione – il titolo ha tratto in inganno e bloccato i potenziali editori italiani al tempo dell’uscita. Ci riferiamo a quel 1936 che precedette di poco il momento in cui la pubblicazione sarebbe stata sconsigliata per motivi razziali.

Personaggio notissimo per pruriginosi riferimenti sparsi in una moltitudine di barzellette, vignette, calembours e canzonette, da Voronoff ci si sarebbe aspettata un’ulteriore perorazione delle proprie teorie sul ringiovanimento. Pratiche chierurgiche per l’innesto di gonadi di scimmie, che ormai, però, avevano ottenuto critiche così severe nel mondo scientifico da non essere più difendibili.

Sappiamo infatti che gli innesti testicolari iniziarono nel 1920, ma già nel 1924 il patologo svizzero Hector Cristiani aveva espresso più che esplicite riserve sull’efficacia di queste terapie. Negli anni successivi le pubblicazioni a favore e quelle contrarie quasi si bilanciarono, finché quelle negative, supportate da evidenze istologiche e fisiologiche, presero il sopravvento. Anche i più decisi epigoni di Voronoff smisero di scrivere improbabili difese.

In Italia nel 1933 le conclusioni tratte da un gruppo di studio che comprendeva figure di prima grandezza quali l’anatomista torinese Giuseppe Levi, il patologo milanese Alberto Pepere e il fisiologo genovese Gaetano Viale furono una condanna definitiva. Nemmeno i più accesi – e interessati – fautori degli innesti pitecoidi osarono opporsi.

Prima usò gli animali per i suoi esperimenti, poi ne divenne protettore medico

Perché tradurre in italiano un libro di Voronoff del 1936? ma soprattutto, chi è stato Serge Voronoff, all’anagrafe Sergej Abramovič Voronov?

A molti il nome Voronoff potrà ricordare qualcosa di indefinito, anche se non riconducibile ad una persona. Forse per uno dei meccanismi che lui, medico e divulgatore scientifico, ha descritto in questo libro. Un meccanismo per cui il suo nome è rimasto impresso nella memoria collettiva, intesa come trasmissione dell’esperienza per via genetica.

Serge Voronoff, la cui vita è stata assai avventurosa, era un medico chirurgo russo naturalizzato francese che, traendo spunto dagli esperimenti dell’endocrinologo austriaco Eugen Steinach, acquisì un secolo fa una grande notorietà internazionale.

Secondo le descrizioni di chi lo conobbe, Voronoff era un uomo insolitamente alto, circa 195 centimetri, con occhi scuri, folti baffi e una presenza imponente e altezzosa.

La sua fama fu principalmente dovuta alla messa a punto di un protocollo operatorio che prevedeva l’innesto negli esseri umani di tessuti prelevati da primati. Tale pratica, fondata più su deduzioni empiriche che su studi scientifici approfonditi. Prometteva di rallentare i processi di decadimento fisico legati all’invecchiamento, se non addirittura di invertirli.

Insomma, per parecchi anni Voronoff venne considerato dall’opinione pubblica mondiale come l’uomo che aveva scoperto il segreto dell’eterna giovinezza. E in effetti furono a migliaia i pazienti che lo pregarono di sottoporsi all’intervento chirurgico che contribuì in modo determinante e indelebile alla sua fortuna: l’innesto di tessuto testicolare di scimmia nell’uomo.

Lo specchio di questa fama lo si rinviene in molti richiami al suo nome che, in alcuni casi, sono arrivati fino a noi.

 

 

“Di Voronoff sentii parlare a Roma da un biologo quando ero adolescente. Mi fu presentato come il chirurgo-scienziato che, ai tempi della Belle Époque, faceva sì che i vecchi miliardari buttassero alle ortiche l’elegante bastoncino con cui erano faticosamente entrati nella sua clinica e si dessero alla pazza gioia, spendendo in pochi mesi la vis vitalis loro rimasta. Le sue operazioni più conosciute, infatti, consistevano nell’innesto di testicoli di scimmia nell’uomo e, con essi, l’introduzione nell’organismo umano di quei catalizzatori organici che sono gli ormoni.

La cosa mi restò ben impressa nella mente. Immaginate dunque il mio stupore quando qualche decennio dopo, andai ad abitare a Grimaldi, alla frontiera franco-italiana, accanto a Villa Voronoff, che quotidianamente scorgevo sotto le mie finestre. Sembrava fosse una specie di predestinazione. Fu naturale cercare di saperne di più: interrogai gli anziani del paese, lessi i libri e gli articoli di e su Voronoff. Entrai in contatto con i parenti che mi misero a disposizione gli archivi di famiglia. Dopo alcuni anni, potei sottoporre ai miei lettori quanto avevo scoperto pubblicando la biografia intitolata Il Sogno dell’eterna giovinezza. Vita e misteri di Serge Voronoff.

Attorno a Voronoff aleggiano mille leggende. Anni fa fu organizzato un incontro intitolato “Il castello del conte Voronoff” ed eccolo trasformato in un parente stretto di Dracula. In realtà, il chirurgo non possedeva alcun titolo nobiliare e non abitava in un castello, ma in un villone ottocentesco. Ogni tanto circolano voci sui discendenti degli scimmioni, sfuggiti dalle gabbie del suo allevamento, che si aggirerebbero tra le campagne di Grimaldi. Talvolta si tratta di mostruosi ibridi nati nei sotterranei della villa, segrete che ingenui turisti vorrebbero visitare per scoprirne i misteri.”

Enzo Barnabà

 

Il rapporto fra uomo e altri animali, fra questi  l’ambiente, sono l’asse portante del lbro di Franco Luigi Carena “PAN”.

Carena, Pan-Let us save the earth/Salviamo la Terra, MILLE

Un animalista militante.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 14.8 × 21.0 cm

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