FiIippo Bertorelli-Lidia Castrini-Paolo Sirotto, Ciaciarade, vin bon e alegrìa
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Giovanni Battista Milano (Bra 1872 – Barge 1947), operaio specializzato, veniva chiamato a pronunciare discorsi pubblici in occasione di eventi importanti che accadevano in paese. Parole ricercate per omaggiare le autorità di fuori che visitavano la popolazione, per salutare funzionari che iniziavano o cessavano il loro servizio, per festeggiare personaggi importanti, per benedire giovani convolati a nozze.
Ogni testo è riportato in copia anastatica, trascritto in piemontese formale e accompagnato da una versione in italiano.
Descrizione
I discorsi di Giovanni Battista Milano
in occasioni civili e religiose a Barge fra ‘800 e ‘900
dalla prefazione di Ico (Enrico) Ferrero
Quando leggiamo un libro possiamo viaggiare nel passato e nel futuro. A volte può capitare anche di viaggiare in un presente diverso rispetto a quello in cui ci troviamo a vivere.
In questo senso ogni libro è una macchina del tempo, e con ciascuno è possibile fare un viaggio breve o lungo, tranquillo o avventuroso, coinvolgente su piani diversi. Dipende dal lettore e dal momento della lettura. Ciò che leggiamo poi finisce nell’album dei ricordi, come ogni esperienza di vita. Come ogni viaggio che abbiamo compiuto nella nostra esistenza reale.
Tra lingua madre e lingua padre
A proposito di tempo, quando l’editore, con la sua cortesia che profuma di tempi passati, mi domandò se ero disponibile a scrivere una prefazione a questo libro – di saluti ai partecipanti a vari raduni nella Barge tra fine Ottocento e Novecento -non conoscevo né Lidia Castrini, né l’argomento trattato. Men che meno conoscevo quali fossero gli elementi che avrei potuto utilizzare per scrivere una prefazione. Ma la ragione della proposta avanzatami è molto particolare: l’editore mi considera un cultore delle tradizioni letterarie piemontesi; su questo punto ammetto di aver fatto dei grandi passi avanti in età adulta, ma devo fare ancora molta strada.
Devo però anche dire, con rincrescimento, che il piemontese è una lingua che (a differenza di altre) sta via via scomparendo dall’uso comune. Un personaggio illuminato che ebbi la fortuna di incontrare disse: “il dialetto è la lingua madre di noi Italiani, mentre la lingua comune funge da padre”: la maggioranza dei Piemontesi pare che ignori o che abbia dimenticato questa notazione.
Le parole come macchina del tempo
È allora necessario ed urgente valorizzare l’opera di chi diffonde attraverso scritti originali, o il recupero di scritti antichi i valori delle culture pedemontane, altrimenti destinati all’oblio. Ecco allora che un buon motivo per scrivere queste poche righe l’ho trovato: leggendo il libro in cui Lidia Castrini ha raccolto, pazientemente trascritto e tradotto in italiano le composizioni (saluti) in versi di Giovanni Battista Milano, si avvertono sia una potente passione sia una grande determinazione. Si sale davvero sulla macchina del tempo per tornare indietro di circa un secolo, ad un’epoca non poi così lontana da noi ma distantissima se confrontiamo gli stili di vita. Un’epoca ed un Piemonte nei quali bastava poco per essere felici, o almeno per dimenticare per qualche ora la fame e le sofferenze imposte dalla dura vita nei campi o nelle fabbriche.
Di quell’epoca Giovanni Battista Milano è testimone diretto, e descrive in versi una ventina di avvenimenti caratteristici dei suoi luoghi (la provincia Granda che affaccia sul Torinese) e dei suoi tempi (l’Italia dell’industrializzazione coinvolta in due Guerre mondiali): matrimoni, feste di paese, ricorrenze civili e religiose, tributi alle autorità. Il tutto in un piemontese che magari non sarà ossequioso delle regole ortografiche messe a punto dagli studiosi, ma proprio per questo più spontaneo, più genuino e, alla fine dei conti, più adatto a descrivere un mondo di persone semplici.
Saluti in piemontese alle autorità
Lidia fa salire il lettore sulla macchina del tempo e lo conduce davanti a testi originali e dimenticati, simboli della ricchezza del nostro patrimonio culturale. La nostra letteratura infatti, a partire dai «Sermoni subalpini» di nove secoli fa, fino ai poeti e agli scrittori contemporanei, è ricca perché accanto a grandi tesori ci sono tanti piccoli gioiellini: come gli scritti di Milano, appunto. In massima parte sono un patrimonio sconosciuto ai lettori, anche a quelli piemontesi. Del resto anche le opere dei nostri scrittori più importanti, prendono tristemente la polvere negli scaffali di alcune biblioteche o ricevono gli sguardi distratti di chi passa davanti alle bancarelle che caratterizzano i portici di Torino e di altre città, nell’attesa – quasi sempre vana – di trovare un lettore o almeno un acquirente.
Ma se è vera la terza legge della biblioteconomia «Per ogni libro c’è un lettore», formulata dal bibliotecario e matematico indiano Ranganathan, la speranza che libri come questo trovino i loro destinatari non è vana. Il grande sforzo fatto dall’autrice (e dall’editore) merita di essere ricompensato. E quale ricompensa migliore può esserci se non riuscire a far incontrare il libro di Lidia Castrini con tutti i suoi potenziali ma ancora ignari lettori? Compreso te che stai per iniziare questo stupendo viaggio nel tempo.
1 – Nado e Gnesin: novej ëspos 17 ëd gené 1903
2 – Viva s. Giacu
3 – Me cari tutti surele e fratei
4 – Felicitassion an costa bela giornà
5 – Rispetabij Bargiolin
6 – An memòria dël disné dla classe 1872 dël 55esim ann da la nàssita
7 – An memòria dl’inàugurassion dël cioché e dla ciòca dle Gorëtte
8 – An memòria dël disné dl’insediament dël neuv Podestà
9 – An memòria ‘d sant Eligio
10 – Dho Michelina e Francesco Perno spos fresch
11 – An ricòrd dël disné dij 60 ani dla classe 1872
12 – An memòria dl’aniversari dla fondassion ëd l’arma dij carabinié
13 – An memòria dla benedission dël gajardèt ëd la fabrica dël tanin
14 – Al neo sacerdòte Buss Giusèp Vicecurà dle Càussinere
15 – An memòria dël disné ‘d sant Eligio
16 – Descrission dël ciabòt ëd Pòcapaja
17—Spos e sposa e tuta la combricola
18 – Dòp d’avèj fàit un-a bon-a mangiada
19 – Ciamand ëscusa a la companìa

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