Mario Parodi, La Racchetta Antonelliana – I campioni piemontesi da Cigala a Sonego
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Torino ha l’onore di aver dato in Italia la primogenitura a diversi settori sportivi. È ancora capitale del Regno di Sardegna quando nel 1844 nasce la prima società di Ginnastica. Diventa nel 1861 capitale del Regno d’Italia e il ministro Quintino Sella giunge in vetta al Monviso nel 1863 e, tornato a Torino, fonda il Club Alpino Italiano al Castello del Valentino.
25 maggio 1876. La prima corsa ciclistica del mondo, la Milano-Torino, giunge in Corso Giulio Cesare (al tempo Corso Ponte Mosca). 140 km. alla media di 13.300 chilometri all’ora. Su quegli antidiluviani bicicli (una ruota anteriore dal diametro di un metro e mezzo, un numero spropositato di raggi, 300, una ruota posteriore di appena 30 centimetri) solo quattro degli otto coraggiosi partiti dal Castello Sforzesco tagliano il traguardo e una folla oceanica, ne fanno fede i giornali dell’epoca, tributa loro il meritato trionfo. Per la cronaca vince l’ingegnere Magretti con un vantaggio di oltre un’ora sul secondo, dal nome curioso, Gariboldi.
Ciclismo, sci. Un intraprendente cittadino britannico si innamora della nostra città, porta con sé dall’Inghilterra dei lunghi bastoni di legno. Inverno di fine secolo. Nevica abbondantemente sulle pendici del Monte dei Cappuccini e ci si meraviglia come mister Adolfo Kind scenda verso Corso Moncalieri con ampie curvature. Subito si diffonde una nuova passione.
E il calcio? Nell’ultimo decennio del secolo diciannovesimo nascono come funghi in tutta la nostra penisola squadre di football, altro regalo britannico. Ma è Torino ad avere una tappa fondamentale della sua storia.
Domenica 8 maggio 1898. Mentre Milano conosce una giornata tragica per gli assalti del Generale Bava Beccaris che con le sue truppe seda nel sangue le proteste dei cittadini per l’eccessivo rincaro del pane, Torino passa alla storia per un evento decisamente più gradevole. Si disputa in un’unica giornata, semifinali la mattina, finale il pomeriggio, il primo campionato italiano di calcio. Vi partecipano quattro compagini, tre torinesi, e una ligure. Si gioca sul prato del Motovelodromo Umberto I. Il titolo, il primo dei suoi nove, quando ormai si profilano le prime ombre della sera, se lo aggiudica il Genoa che sconfigge l’Internazionale di Torino per 1 a 0 con una rete di Leaver.
E il tennis?
Descrizione
Il tennis mondiale a Torino nasce da una tradizione lunga e radicata
Quando nel 2018 cominciammo a parlare della possibilità di candidare Torino per ospitare le ATP Finals, in molti ci dicevano che era un sogno impossibile. Avevamo una possibilità su cento, ci ripetevano. Ma proprio lì, in quella apparente sproporzione, noi intravedemmo una grande occasione: osare, provare a dare a Torino il palcoscenico che meritava.
Il lavoro di Mario Parodi ci aiuta a capire che questo non è stato un traguardo isolato, ma parte di una tradizione lunga e radicata, fatta di grandi tennisti piemontesi che hanno segnato la storia di questo sport. Torino e il tennis hanno camminato insieme. E continueranno a farlo
dall’Intruduzione di Chiara Appendino
La storia del tennis in Piemonte
Partendo dall’Ottocento e persino da prima, Parodi ci consegna una storia sintetica, ma comunque precisa, di ciò che è stato il tennis nella regione subalpina, raccontandoci e riassumendoci storie dei protagonisti da lui individuati.
Una rivelazione anche per quelli come me che, prima di raccontarlo nel giornale Tuttosport, si erano innamorati delle racchette ai tempi di Adriano Panatta, in quell’unico altro momento di tennis popolare, di massa, nel nostro Paese. Noi che avevamo visto l’ultimo Nicola Pietrangeli confrontarsi con il giovane campione emergente grazie al bianconero Rai.
dalla prefazione di Pietro Guerrini
Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | .75 × 15 × 22.5 cm |
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