Riccardo Callori, Ti ho preso per mano – Amare vuol dire anche lasciar andare

 17,00 IVA inclusa

formato 16 x 24, rilegato in brossura, 368 pagine

Descrizione

Un fratello minore accompagnato dal maggiore sulla strada della vita

 

Essere fratello, più di una convivenza, Vista “da dentro”

L’Autore attinge alla sua esperienza umana oltre che professionale per affrontare un tema importante. La letteraura non lo ha affrontato adeguatamente, secondo l’Autore (il quale anzitutto è un grande lettore). Si tratta delil rapporto tra fratelli, nella specie quello tra due che sono nati a distanza di molti anni l’uno dall’altro. La superiore età impone al primo figlio una responsabilità quasi paterna nei confronti del secondo, ma nel romanzo emerge che è stato lui stesso a desiderare con grande forza l’arrivo del fratellino.

Il meccanismo che genera questa situazione si attua nell’ambito di una famiglia nella quale:

il marito è un affarista senza tanti scrupoli e con nessun altro interesse che per il guadagno,

a moglie vanta nobili origini ma ne ha perso le tracce se non in una ostinata ansia di sentirsi superiore al resto del genere umano.

Procreano (per convenzione?) un bambino, Riccardo, destinato a non godere dell’affetto genitoriale ma anzi a essere irreggimentato in un isolamento dai coetanei. Una aituazione condita da radicali divieti al godimento delle piacevolezze della vita.

Un rapporto consueto ma assolutamente straordinario

Sembra, detta così, la premessa a un romanzone dai tratti ottocenteschi, con un percorso prevedibile di frustrazioni e di acredine. Il giovane protagonista tuttavia innesta una variante a un percorso che lo condannerebbe a rimanere solo e infelice. È l’annunciazione, così la definisce l’Autore, dell’arrivo di un fratello minore. Sarà Giorgio Paolo, al quale si schiude un’esistenza di successi grazie alla protezione affettuosa del maggiore. Il quale gli spianerà la strada dei giochi, dell’amicizia, degli studi fino ad accompagnarlo al futuro professionale che si profila per lui radioso.

Anche Riccardo – con determinazione – percorre la sua strada. Dopo la laurea in Medicina, guadagna stima in proporzione alle sue capacità diagnostiche e terapeutiche. È apprezzato da colleghi e da malati, nonché dai responsabili sanitari. Sarà un giovane medico internista che affianca i luminari delle cliniche e degli ospedali della sua città, Torino. Fino a diventare il loro naturale erede sia in corsia e nelle cliniche private, sia nell’insegnamento universitario, sia sulla poltrona da direttore. Un meritato successo nonostante i colpi bassi di anime invidiose.

Successo professionale, molto denaro che proviene lecitamente dagli incarichi e anche, inaspettatamente, da un’eredità. Ma – come ha imparato da piccolo – non sono queste le cose che riempiono il cuore. Al medico chiamato ai grandi congressi internazionali occorrono un affetto semplice, che inseguirà frequentando una collega, e un segno di gratitudine, che troverà in un allievo meritevole.

Vite parallele, separate dal destino

L’Autore che scrive “Ti ho preso per mano” ha una minuziosa memoria di dialoghi, di eventi, di persone. Essi offrono al lettore una presa diretta dentro una famiglia dell’alta borghesia torinese del Secondo dopoguerra, fino ai giorni nostri. Con questo sguardo quasi investigativo nell’intimità di una casa – che si trasforma ma resta sempre uguale. E si aprono molti spiragli di comprensione di ciò che è la carriera professionale di un medico in un sistema ad altissima competitività. I lettori potranno ritrovarsi in molti dei sentimenti – e anche dei risentimenti – del protagonista. Di lui emerge una visione fredda e al contempo quasi incantata dei fatti che accadono. Li accetta con un fatalismo forzatamente maturato nonostante la grande resilienza che caratterizza il suo animo. Chiama alle sue responsabilità colui che egli definisce Dio. Mentre nella semplicità della donna di casa cresciuta con lui intuisce la fede che oltrepassa le tristi e ingiuste vicende umane.

Alla prima esperienza di narrativa, l’Autore mostra una capacità già matura anche nell’esplorazione psicologica dei personaggi. Prima di questa, ha pubblicato un cospicuo numero di opere dedicate alla Medicina ai massimi livelli della ricerca e della divulgazione.

 

 

La prima presentazione fuori Torino: https://www.facebook.com/photo?fbid=874627287816083&set=a.549222803689868i

 

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 16 × 24 × 1.8 cm

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