di Vittorio Pascuzzi

Avete visto l’ultimo film di Christopher Nolan, Odissea (The Odyssey), uscito nelle sale italiane il 16 luglio? Non lo avete ancora visto perché temete cocenti delusioni? Vi capisco, anch’io mi sono approcciato timoroso. Le numerose anteprime del film sono state accompagnate da un diluvio di critiche negative, quasi tutte concentrate sulla scelta dei costumi e, alcune, pure su quelle degli attori che interpretavano personaggi chiave della vicenda. L’armatura di Agamennone? Presa da Batman. Zendaya interpreta Elena? E le bianche braccia? Per me, che ho ripercorso il poema omerico da storico/archeologo ne Lo sgabello di Omero – Guida archeologica all’Odissea, erano continue pugnalate.
Rileggere l’Odissea per giudicare il presente
Mi sono sottoposto ai 172 minuti di proiezione nei quali famosi attori interpretavano gli eroi letti nella mia adolescenza. Se fu Clio la musa (quella della Storia) a ispirarmi il libro, Nolan ne ha certamente un’altra, non meno potente, anzi: la reinterpretazione del poema omerico non solo c’è sempre stata, in tutte le epoche, ma persino Omero, o chi per lui, aveva riattualizzato il poema, descrivendo in costumi più arcaici, azioni o procedure più a lui coeve. Un film è un’opera artistica, senza velleità documentaristiche, libero di veicolare il pensiero del regista. Nolan ridisegna i significati dell’Odissea per dare un messaggio moderno sulla pericolosità della guerra con la considerazione che mette in bocca a Odisseo sui Popoli del Mare (non presenti nel poema, ma storicamente coevi) e ciò non può lasciare indifferenti anche chi si occupa di Storia e archeologia.
La vittoria di Nolan, e di Omero, l’ho vista riflessa in un mio giovane collega: dopo aver visto il film si è comprato una copia dell’Odissea per scoprirne i personaggi, le vicende, la storia. Ovviamente gli consiglierò anche il mio libro per completarne la visione archeologica.

Vittorio Pascuzzi nasce nel 1970 a Ticineto (AL). Sin da bambino è attratto dall’antichità e dalla Storia, che indaga con interesse e profitto. Studia al Politecnico di Torino dove, dopo la laurea in Architettura, consegue il dottorato di ricerca su materie che riguardano l’UNESCO. Parallelamente matura una professionalità tecnica attraverso esperienze nella progettazione (soprattutto industriale) che gli consente di coniugare la propria conoscenza teorica con le applicazioni pratiche. Partecipa, quindi, a progetti e convegni nazionali ed internazionali. Viaggia per i Paesi mediterranei ove matura l’idea di un approfondito studio archeologico sull’Odissea omerica, pubblicato da Edizioni MILLE nell’anno 2016. Attualmente si occupa di attrezzature speciali e allestimenti per esposizioni e musei.