Salvatore Tripodi, Me lo ha detto il barbiere

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Sommario

Parte prima

Estate a Regalbuto

In convento

La rinuncia

La fuitina

Una vita da barbiere (fotografie)

 

Parte seconda

Un mondo speciale

L’avvocato

La casa del poeta

Cronaca cittadina

Monaco

L’amante

No!

Fasci

Il bar dell’Angelo

La Gina

Il democristiano

Alle Tre Galline

Derby

Sconfitta operaia

Irpinia

Tragico Carnevale

Crolli e presagi

Il muro

Il mariuolo

Ballata per la scuola

Quelli della notte

La confessione

Il “Leonardo” di Borgo San Donato

Marcinelle

Forconi

Anna Karenina

La sentenza

Stranieri

Il caso Beauregard

 

Descrizione

Pino il barbiere fa discutere i suoi clienti

Una storia minore che considera e illumina la grande Storia

attraverso le “chiacchiere” documentate fra i clienti del suo salone

 

Salvatore Tripodi, già insegnante di materie umanistiche, ha pubblicato numerosi testi nel corso della sua intensa attività. È stato promotore di interventi innovativi nella Scuola e tuttora è impegnato in un’opera di di coscientizzazione sociale: è l’ideatore del progetto “Provaci ancora Sam” che tutt’oggi dà i suoi frutti contro la dispersione scolastica.

La sua passione di storico lo ho portato ad affrontare fra l’altro le vicende “minori” di Torino, nel loro riconosciuto valore di testimonianza e di complemento della Storia complessiva.

[ Sua l’attenzione ad esempio all’imprenditrice del Novecento Angela Mulassano che diede prestigio all’omonimo bar di piazza Castello e dinamismo al mondo del cinema nella metropoli (v. http://www.edizionimille.eu/catalogo/salvatore-tripodi-la-signora-del-mulassano/). ]

Il compito sociale di un barbiere

Il prof. Tripodi si è occupato della vicenda personale di un noto barbiere di via Cibrario, detto Pino, che gestì il suo salone come una sede di incontro fra gli avventori per confronti infor ]mali sui temi politico-sociali e i fatti di cronaca più drammatici del secondo Novecento in cui si trovò a dibattere l’intera città, in molti casi l’Italia tutta.

Tra biografia e ricostruzione di dialoghi ai quali intervenivano anche figure dell’intellighenzia cittadina, Salvatore Tripodi offre – tra le tante – una vicenda emblematica dell’immigrazione meridionale. Il libro è una sorta di ricapitolazione dei temi di confronto ideale (spesso ideologico) che fecero vibrare generazioni di persone.

Il libro riporta la vivezza dei momenti vissuti “dal barbiere”, suscitati dalla lettura dei giornali, quando si andava anche per sfogliare con calma giornali e riviste.

https://www.torinotoday.it/eventi/me-lo-ha-detto-il-barbiere-salvatore-tripodi-piazza-mestieri.html

Nella sua voluta semplicità, l’opera dà ai più adulti l’opportunità di riconsiderare il secondo dopoguerra nella città della Fiat e ai più giovani di trovare un’originale sintesi di un cinquantennio “formidabile”.

https://www.lavocedelladora.it/author/giada-borsellino/

Antonio R. Labanca

Personaggi veri, presunti e inventati

Pino il barbiere, Cettina moglie del barbiere.

Antonietta, Architetto Musso, Arena Biagio, Avvocato Giuffrida.

Bidello Gaudino.

Calogero amico di Pino, Caputo figlio, Caputo padre, Commissario Montesano, Compare Agostino, Cugini Rosa e Giannino.

Dario figlio dell’amico del barbiere, De Martino, Don Peppe.

Filippo Perino, Franchino.

Genitori di Pino, Gianni Agnelli, Giovanni edicolante,Giulio Garroni avvocato, Giovanni amico del barbiere, Guido Ceronetti scrittore.

Leonardo Mastrocola, Leonida.

Mario lavorante di Pino, Marras rappresentante di medicinali, Mimmo Gargiulo operaio Fiat.

Nicola figlio del mastro d’ascia, Nino amico di Pino, Nipote di Di Paolo, Nonna Celestina.

Padre Matteo precettore Convento dei Paolini, Prof. Mangon.

Remo Carofiglio operaio metalmeccanico.

Salvo Torre, Santino Aloia terremotato, Saverio Buda, Secondo Poncini proprietario dell’Hotel Poncini.

Vice preside del Faà Di Bruno.

Zio Camillo prelato romano, Zio Mauro.

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